AGENZIA TROPEA

Storia di Tropea - Calabria - Costa degli Dei

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Tropea, arroccata su una falesia dorata, dalle verdi propaggini settentrionali del promontorio del Poro, pare volersi proiettare negli indistinti azzurri di cielo e mare; con i suoi estesi arenili è la capitale del turismo calabrese; circa 6800 abitanti, 15 chiese, numerosi palazzi patrizi, importante orticoltura di la cui cipolla rossa è emblema. E' patria dei fratelli Vianeo iniziatori della rinoplastica in Italia nel secolo XVII e del filosofo Pasquale Galluppi (1770-1846).

Scarse sono le notizie di Tropea fino a tutta l'epoca della dominazione romana nonostante sia menzionata da Strabone, da Plinio il Vecchio e da Appiano. Circa le sue origini per secoli si sono avanzate ipotesi meramente fondate sullo studio del nome; così Tropea sarebbe stata edificata come "trofeo", per la vittoria di Sesto Pompeo su Cesare Ottaviano nel mare delle Eolie o di Scipione sugli Africani oppure sarebbe legata alla dea Giunone che tra gli altri titoli aveva quello di tropea cioè nutrice: di Ercole, leggendario fondatore della primitiva comunità Port'Ercole situata a pochi chilometri dall'attuale sito. Senza dimenticare possibili richiami al carattere fisico del sito: dal greco tropis carena di nave o tropos retroversione delle correnti marine litoranee tra i due golfi di S.Eufemia e Gioia Tauro o del masso roccioso quasi circolare in corrispondenza dell'insediamento. Su tutte le illazioni si impongono i ritrovamenti archeologici: nel 1928-30 sotto la Cattedrale si rinvengono frammenti di vasi di creta a probabile uso sacrificale, del periodo neolitico (3300 anni a.C.); nel 1962, nei pressi del cimitero si individua un campo di urne cinerarie protovilliane (prima età del ferro 1150 - 900 a.C.). D'altra parte sarebbe stato difficile credere che il masso roccioso tropeano, ricco di grotte naturali fosse rimasto estraneo a popolamenti preistorici.

La mancanza di sue notizie in epoca antica, così, non può che essere ricondotta alla assenza di importanti avvenimenti: lontana dalle valli, linee di penetrazione nelle epoche preistoriche e dalle maggiori vie di comunicazione in epoca classica (la antica via Popilia oggi ss18), costituiva una vera e propria enclave cosicchè la comunità tropeana poté vivere per molti secoli in relativa tranquillità, pur non restando estranea alle colonizzazioni greca e romana. Tutt'al più fu un piccolo porto-rifugio grazie alle sue insenature naturali; il mare costituiva, infatti, l'unica via percorribile, più sicura della terra senza strade: Tropea "sposa del mare". Di cui l'importanza commerciale ed il crescente traffico marittimo. Tale condizione di isolamento ed autosufficienza rivestirà un ruolo di primo piano nel consolidarsi del forte senso di libertà politica che la caratterizzerà per i secoli a venire.

Tropea viene menzionata con più frequenza a partire dal VI sec.: nel 591 il Pontefice S.Gregorio, scrive di soccorrere i Monaci Basiliani di Monte S.Angelo di Tropea; nel 649 un Vescovo di Tropea (Giovanni) è menzionato negli atti del Concilio lateranense. La necessità di costruire delle mura ed il castello si impose solo con la caduta dell'impero Romano, all'epoca delle invasioni barbariche, quando l'Imperatore Giustiniano, nel 535, mandò in spedizione in Italia Meridionale il Generale Belisario che scacciati i Goti dalla Sicilia, sbarca in Calabria fortificando Reggio, Gerace, Amantea e Tropea, la quale grazie alla presenza del masso roccioso a strapiombo sul mare bene si prestava ad essere uno dei maggiori presidi militari dei Bizantini nella regione.

Pasquale Galluppi - 1770-1846

Tuttavia la fiorente economia fondata sugli scambi marittimi, espone le popolazioni del territorio di Tropea a continue scorrerie. I Musulmani la strappano temporaneamente a Bisanzio nell'884 e nel 946; il rinforzo delle opere difensive sotto l'Imperatore Zimisce (969-976) non impedirà una nuova occupazione nel 985. Tropea cominciò a farsi notare con i Normanni (dal 1049); nel 1062 accolse la longobarda Sichelgaita moglie del Duca Roberto il Guiscardo, sottrattasi alla milizia del gran Conte Ruggero, suo cognato, che la teneva assediata in Mileto. Riconciliatisi i fratelli normanni, il generoso gesto di Tropea fu ricompensato con un trattamento di favore. Con particolare cura vi reintrodussero il rito latino, rafforzando il prestigio del Vescovado ed erigendo la chiesa di S.Maria de Latinis - presso l'attuale calvario - in antitesi con la vecchia cattolica greca della Madonna di Romania (della nuova Roma: Bisanzio).

Nel 1094, vi giunse Papa Callisto II. Mantiene il proprio prestigio  anche le successive dinastie a partire degli Svevi. Immediatamente dopo gli Angioini tal sua condizione di privileggio si consolida con gli Aragonesi (dal 1442) nei cui confronti Tropea si manifesta tenacemente fedele, anche quando nella secolare contesa con i primi, sembravano aver la peggio: sola Tropea sub fidelitate remansit. La città non è soggetta ad alcun signore feudatoario ma solo ai legittimi sovrani del regno: è città demaniale, esentata da qualsiasi gabella.